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Domenica 9 Aprile alle ore 11, presso la libreria Mondadori di Cosenza in occasione dell’evento “La domenica in Libreria”, l’associazione ResponsabItaly prenderà parte alla presentazione del libro di carattere storico “Valle di Confino. Sovversivi inviati nel Savuto durante il fascismo” di Leonardo Falbo. L’opera è il risultato di una lunga ricerca storica in merito alle conseguenze dell’applicazione del Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza del 1926 in pieno regime fascista, il quale era un provvedimento che mirava a rafforzare ulteriormente la polizia amministrativa del regime e a stilare una serie di provvedimenti che la polizia stessa era legittimata a compiere nei confronti dei “sovversivi”, come appunto provvedimenti di isolamento in colonie adibite all’accoglienza di questi individui avvertiti come una “minaccia al regime”. Nello specifico, quest’opera affronta come questa legge è riuscita a trasformare anche la nostra Calabria, facendoci assistere alla tramutazione della zona della Valle del Savuto in una di queste colonie di relegazione attraverso le storie e i nomi dei confinati. Il libro verrà presentato dall’autore stesso che discuterà con Pino Sassano e con il Dott. Giancarlo Vivone, presidente dell’APS ResponsabItaly.

In prossimità del 25 aprile, festa nazionale della liberazione nazi fascista, noi in quanto associazione che promuove la responsabilità sociale d’impresa, non possiamo fare a meno di partecipare attivamente a simili occasioni per rimarcare la nostra scelta antifascista. Ci riteniamo antifascisti non nella sola accezione politica ma anche in un’accezione socioeconomica: la stessa definizione di “responsabilità sociale d’impresa” è antitetica ai processi economici del fascismo, in quanto prevede in primis la compartecipazione nei processi produttivi e decisionali tra il datore di lavoro e il lavoratore stesso, un tipo di relazione che non era contemplata nei processi produttivi dell’autarchia di stampo fascista. Ricordiamo che in quanto APS ci rifacciamo molto alla figura storica di Adriano Olivetti, il quale per primo negli anni del fascismo si è impegnato attivamente alla valorizzazione del lavoro dei suoi dipendenti. Riteniamo che sia di vitale importanza sostenere le pubblicazioni storiche come quelle dello scrittore Falbo affinché sia da conferma che il fascismo non valorizzava la persona e il suo lavoro. Solo guardando indietro a ciò che è stato possiamo prendere atto dell’evidenza ed impegnarci a non cadere nel rischio che la storia si ripeti.

 

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